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Frutta in guscio - Qualità

La tutela della qualità della frutta in guscio

  1. Qualità merceologica della frutta in guscio
  2. Qualità intesa come tutela del legame con il territorio: le Indicazioni Geografiche
  3. Qualità intesa come rispetto dell'ambiente e della salute umana: prodotti biologici
 

Qualità merceologica della frutta in guscio

Il calibro dei frutti è la principale caratteristica merceologica per questa categoria di prodotti, sia nel caso che il prodotto sia destinato all'industria alimentare, sia nel caso che il prodotto sia consumato fresco, come ad esempio avviene per castagne e noci fresche. A livello industriale, viene preso in considerazione il calibro del prodotto sgusciato.
La presenza ed il contenuto di aflatossine sono un altro fondamentale parametro da considerare e, considerata la pericolosità di queste tossine per la salute umana, la materia è disciplinata a livello europeo dal Reg. Ue n. 274/2012 del 27 marzo 2012.
Nel caso del prodotto destinato al confezionamento ed all'industria dolciaria gli altri parametri merceologici da prendere in esame sono: umidità, resa in sgusciato, presenza di marciume e nel caso delle nocciole anche la percentuale di "cimiciato".
L'umidità è il contenuto in acqua dei frutti ed è un parametro molto importante per garantire una corretta conservazione del prodotto.
La resa in sgusciato esprime il fattore di conversione tra prodotto in guscio e prodotto sgusciato. La resa in sgusciato viene calcolata moltiplicando per cento il rapporto tra il peso del prodotto privato
del guscio ed il peso della stessa quantità di prodotto provvista del guscio, ma nel caso di noci e mandorle privato del mallo. Questa percentuale varia a seconda della specie di frutta in guscio presa in esame e per una stessa specie a seconda della varietà.
La presenza di frutti marci, ammuffiti e di nocciole deteriorate dalla puntura delle cimici nocciolaie determinano lo scadimento qualitativo del prodotto ed il conseguente deprezzamento delle partite.
La forma e la pelabilità del seme sono altre caratteristiche di cui l'industria alimentare tiene conto.
La verifica di tutte queste caratteristiche merceologiche viene realizzata sottoponendo a controllo un campione del prodotto oggetto della transazione commerciale.

 

Qualità intesa come tutela del legame con il territorio: le Indicazioni Geografiche

Il Reg. (CE) n. 1151 del 21 novembre 2012 sui regimi di qualità dei prodotti agricoli e alimentari  disciplina i prodotti agroalimentari a Denominazione di Origine Protetta (Dop) e a Indicazione Geografica Protetta (Igp).
Il principio fondamentale che sta alla base dei prodotti in esame è che la qualità è legata all'origine e che proprio dal territorio, dall'ambiente, e dal talento dell'uomo nascono e si manifestano le caratteristiche peculiari di un prodotto agroalimentare. Questo Regolamento ha quindi la finalità di valorizzare la qualità e tipicità dei prodotti agro-alimentari, al fine di consentire la diversificazione dei prodotti agricoli (e quindi sostenere il mondo rurale) e soddisfare le maggiori esigenze di qualità ed informazione da parte del consumatore.
In Italia, al 31 ottobre 2013, si contano 12 riconoscimenti per castagne/marroni, 3 per nocciole, 1 per pistacchio e 2 per farine di castagne, ai sensi di questo regolamento.

 

Qualità intesa come rispetto dell'ambiente e della salute umana: prodotti biologici

I prodotti provenienti da agricoltura biologica, disciplinati dal Reg. (CE) 834/07 e sue successive modifiche, sono quei prodotti per i quali in tutte le fasi del ciclo produttivo è escluso l'utilizzo di prodotti chimici (pesticidi e fertilizzanti), e per la cui produzione si utilizzano invece un insieme di tecniche di coltivazione e di allevamento che rispettano l'ambiente. Essi sono sottoposti ad un rigido sistema di controlli, stabiliti per legge, che verificano la conformità dei prodotti a determinate regole produttive.