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Piani di Settore
 

Suini - Qualità

La tutela della qualità della carne suina

  1. Sistema di Qualità Nazionale per la zootecnia
  2. Identificazione e registrazione dei capi
  3. Classificazione delle carcasse suine
  4. Qualità come tutela dell'origine in etichetta
  5. Qualità intesa come tutela del legame con il territorio: le Indicazioni Geografiche
  6. Qualità intesa come rispetto dell'ambiente e della salute umana: prodotti biologici
 

Sistema di Qualità Nazionale per la zootecnia

Il Sistema di Qualità Nazionale (SQN) permette di valorizzare le produzioni mediante l'adozione di sistemi di qualità che siano conformi alle normative comunitarie e di facilitare ai produttori l'adesione alle azioni di sostegno previste dallo sviluppo rurale e all'art 68 del Regolamento (CE) n.73/2009.
Il SQN riguarda i prodotti agricoli primari di origine zootecnica destinati all'alimentazione umana con specificità di processo e/o di prodotto, aventi caratteristiche qualitativamente superiori rispetto alle norme di commercializzazione o ai requisiti minimi stabiliti dalla normativa comunitaria e nazionale nel settore zootecnico. Le filiere zootecniche interessate sono quelle per la produzione di carne bovina, suina, ovina, caprina, bufalina, equina, avicola, cunicola, latte, uova, miele, prodotti dell'acquacoltura ed elicicoltura.
Il Sistema richiede per ciascuna tipologia di prodotto:
- la predisposizione di disciplinari di produzione per ciascun prodotto che il Mipaaf può riconoscere per decreto, redatti secondo Linee guida stilate da una apposita Commissione SQN e adottate d'intesa con la Conferenza Stato-Regioni, che contraddistinguono la «qualità superiore» del prodotto e/o del processo;
- un piano di controllo delle specifiche di processo e/o prodotto contenute nel disciplinare di produzione, il rispetto del quale è verificato da un organismo di controllo indipendente;
- la rispondenza agli sbocchi di mercato. 

 
 

Identificazione e registrazione dei capi

Le norme del Decreto Legislativo 26 ottobre 2010, n.200, attuazione della Direttiva 2008/71/CE, stabiliscono le prescrizioni minime in materia di identificazione e registrazione dei suini.

 

Classificazione delle carcasse suine

La classificazione SEUROP delle carcasse suine è uno strumento imposto dalla specifica normativa comunitaria per le varie finalità che persegue, tra le quali:
- la corretta rilevazione dei prezzi di mercato per l'applicazione dei regimi di intervento in tali settorie e uniformità nella rilevazione, rendendo comparabili le informazioni rilevate sulle varie piazze;
- assicurare una migliore trasparenza del mercato attraverso la definizione delle modalità operative relative alla presentazione delle carcasse, alla conversione del peso al gancio in peso carcassa di riferimento e alla classificazione che garantisce una maggiore trasparenza per tutti gli operatori della filiera.
La classificazione delle carcasse è stata introdotta in Europa per la prima volta nel 1981 nel settore bovino e a seguire in quello suino (1984) ed è stata poi applicata con diversi regolamenti.
Attualmente la classificazione è prevista ai sensi del Regolamento (CE) N. 1234/2007 del Consiglio recante organizzazione comune dei mercati agricoli e disposizioni specifiche per taluni prodotti agricoli (Regolamento OCM unica). La Commissione UE ha poi dettato le modalità applicative con il Regolamento (CE) n. 1249/2008.
Il Decreto Ministeriale 12 ottobre 2012 stabilisce la modalità di applicazione delle tabelle comunitarie di classificazione di carcasse dei bovini adulti e dei suini nonchè le relative comunicazioni dei prezzi di mercato, come previsto dal Regolamento (CE) n.1249/2008.

 

Qualità come tutela dell'origine in etichetta

Il Regolamento (UE) n. 1169/2011, relativo alla fornitura di informazioni sugli alimenti ai consumatori, ha permesso di avere una base comune per regolamentare le informazioni sugli alimenti e consentire ai consumatori di compiere scelte consapevoli in relazione agli alimenti che consumano e di prevenire qualunque pratica in grado di indurli in errore.
Il Regolamento, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale UE del 22 novembre 2011, prevede che per alcuni prodotti quali la carne suina, ovina o caprina o di volatili dovrà essere riportato il luogo di origine o di provenienza. Il Regolamento si applica a partire dal 13 dicembre 2014, ad eccezione della dichiarazione nutrizionale che si applica a decorrere dal 13 dicembre 2016 e di alcuni requisiti specifici per le carni macinate, che si applicheranno a partire dal 1° gennaio 2014.
Il Regolamento (UE) n. 1337/2013 fissa le modalità di applicazione del Regolamento (UE) n. 1169/2011 per quanto riguarda l'indicazione del paese di origine o del luogo di provenienza delle carni fresche, refrigerate o congelate di animali della specie suina, ovina, caprina e volatili. In relazione a questo regolamento, il Ministero delle Politiche agricole e forestali ha predisposto uno schema esplicativo per rendere più semplice la comprensione delle diverse casistiche descritte nella norma.

 

Qualità intesa come tutela del legame con il territorio: le Indicazioni Geografiche

Il Reg. (CE) n. 1151 del 21 novembre 2012 sui regimi di qualità dei prodotti agricoli e alimentari disciplina i prodotti agroalimentari a Denominazione di Origine Protetta (Dop) e a Indicazione Geografica Protetta (Igp).
Il principio fondamentale che sta alla base dei prodotti in esame è che la qualità è legata all'origine e che proprio dal territorio, dall'ambiente, e dal talento dell'uomo nascono e si manifestano le caratteristiche peculiari di un prodotto agroalimentare. Questo Regolamento ha quindi la finalità di valorizzare la qualità e tipicità dei prodotti agro-alimentari, al fine di consentire la diversificazione dei prodotti agricoli (e quindi sostenere il mondo rurale) e soddisfare le maggiori esigenze di qualità ed informazione da parte del consumatore.
In Italia, al 31 ottobre 2013, si contano 36 prodotti riconosciuti ai sensi di questo regolamento, di cui 1 appartenente al comparto delle carni suine fresche e 36 dei prodotti a base di carne suina.

 

Qualità intesa come rispetto dell'ambiente e della salute umana: prodotti biologici

I prodotti provenienti da agricoltura biologica, disciplinati dal Reg. (CE) 834/07 e sue successive modifiche, sono quei prodotti per i quali in tutte le fasi del ciclo produttivo è escluso l'utilizzo di prodotti chimici (pesticidi e fertilizzanti), e per la cui produzione si utilizzano invece un insieme di tecniche di coltivazione e di allevamento che rispettano l'ambiente. Essi sono sottoposti ad un rigido sistema di controlli, stabiliti per legge, che verificano la conformità dei prodotti a determinate regole produttive.