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Piani di Settore
 

DM 5448 del 7 dicembre 2011

 

CIQUAS (Coniglio Italiano di Qualità Superiore)

CIQUAS - Benessere e sicurezza alimentare in filiera corta per un coniglio italiano di qualità superiore

Importo: contributo concesso di € 680.000  pari al 99% circa del costo ammesso di € 687.000


SOGGETTO PROPONENTE

Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie
Indirizzo: viale dell'Università 10, 35020 - Legnaro (PD)
Tel.: 049 8084211, Fax: 049 8830046, e-mail: izsvenezie@legalmail.it

 

COORDINATORE DEL PROGETTO

Dott. Fabrizio Agnoletti, Dirigente veterinario
Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie
Indirizzo: Vicolo Mazzini 4/5, 31020 - Villorba (TV)
Tel.: 0422 302302, Fax: 0422 421154, e-mail: fagnoletti@izsvenezie.it

 

PARTNER COINVOLTI

Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie
Organizzazione professionale "Coniglio Veneto"
ANCI - Associazione Nazionale Coniglicoltori Italiani
CRA-PCM - Centro di ricerca per la produzione delle carni e il miglioramento genetico

 

PRESENTAZIONE DEL PROGETTO

Il presente progetto risponde ad alcune linee di intervento previste negli assi dello stesso Piano Nazionale di intervento per il settore cunicolo. Tale piano prevede la fattibilità di un disciplinare denominato "Coniglio italiano di qualità". Il programma di ricerca ha come obiettivo generale la messa a punto di un nuovo modello organizzativo basato sulla creazione di una filiera corta per la produzione, trasformazione e commercializzazione del coniglio da carne, sia in forma tradizionale che attraverso prodotti innovativi, in grado di qualificare e innovare la produzione nazionale rendendola riconoscibile e  mantenendo al tempo stesso la massima parte del valore aggiunto presso la produzione.
In particolare, il progetto intende promuovere modalità di allevamento professionale del coniglio più compatibili con gli indirizzi della Commissione Europea, rivolti alla riduzione dell'utilizzo di farmaci negli allevamenti zootecnici e all'aumento delle condizioni di benessere degli animali allevati. Al tempo stesso il progetto si propone di valorizzare le caratteristiche di qualità del prodotto nazionale, al fine di rendere la filiera cunicola italiana capace di resistere alle sfide della globalizzazione e dell'allargamento dei mercati. A questo scopo verranno sperimentate modalità di allevamento di razze cunicole nazionali, caratterizzate da elevata rusticità (intesa come capacità di adattamento a forme di allevamento alternative, ma anche come resistenza alle patologie), sia in strutture all'aperto (plein air) che in capannoni tradizionali all'interno dei quali, tuttavia, la densità animale (calcolata a pieno carico come kg p.v./mq di superficie di capannone), sarà di 12-16 kg/mq, e cioè inferiore di almeno il 30% rispetto alle densità raggiunte nelle attuali realtà produttive. Durante le fasi di allevamento sarà vietato ogni intervento antibiotico con finalità profilattiche ed eventuali interventi terapeutici saranno adottati sulla base di indagini di laboratorio. Durante tutte le fasi di allevamento verranno resgistrate le informazioni sulle condizioni sanitarie delle partite, integrate a campione, da osservazioni comportamentali ottenute mediante sistemi di videoregistrazione e dalla valutazione della qualità dell'aria (sia dal punto di vista microbiologico che della rpesenza di gas nocivi), utilizzata come indicatore di benessere delle specie allevate all'interno della Direttiva 98/58/EC. Alla fine del ciclo di ingrasso gli animali verranno regorlarmente macellati e verranno valutate le rese di macellazione, le carateristiche delle carcasse, a campione, le caratteristiche bromatologiche e chimiche delle carni. Al macello verranno anche prelevati campioni di contenuto ciecale utilizzati per l'isolamento di Escherichia Coli, che servirà da indicatore di resistenza agli antimicrobici.
I criteri per definire il successo di una combinazione di allevamento (ovvero di una combinazione di razze, alimenti e ambiente/densità di stabulazione) saranno basati sull'integrazione dei risultati sanitari dei diversi cicli di allevamento, delle osservazioni comportamentali, delle performance zootecniche e delle caratteristiche chimico-bromatologiche delle carni e con la comparazione con analoghi risultati ottenuti in cicli di ingrasso effettuati in condizioni standard, ovvero con la densità e gli alimenti pellettati attualmente in uso. Questi dati, a loro volta integrati dai costi di produzione, permetteranno di scegliere una o più combinazioni di allevamento ottimali che potranno rappresentare un'alternativa sostenibile agli attuali sistemi di produzione intensiva della carne di coniglio.
Obiettivo generale: messa a punto di modelli di allevamento cunicolo in grado di salvaguardare il benessere animale, garantendo un minor utilizzo di antimicrobici, ottenendo così carni di qualità superiore.
Obiettivi specifici (in ordine cronologico):
1) individuazione di linee genetiche che, per caratteristiche di rusticità, risultino più adatte ad un allevamento professionale caratterizzato da assenza di medicazioni profilattiche del mangime, nonchè ad un allevamento di tipo plen air;
2) formulazione di razioni alimentari alternative, anche di tipo unifeed, caratterizzate da elevati livelli di fibra grezza;
3) messa a punto di protocolli per il monitoraggio sanitario, comportamentale e ambientale;
4) realizzazione di cicli di ingrasso secondo il piano sperimentaledurante i quali verranno eseguiti i monitoraggi previsti e verranno messi a punto i piani operativi necessari per esportare i modelli sperimentali testati;
5) valutazione delle caratteristiche bromatologiche, chimiche e della shelf life delle carni degli animali prodotti nelle diverse condizioni sperimentali;
6) ottenere indicazioni sulle possibilità di contenere le resistenze batteriche applicando i criteri di prudent use del farmaco e, in assoluto, riducendo la somministrazione agli animali allevati di antimicrobici per os;
7) elaborazione dei dati raccolti durante il progetto e la valutazione delle combinazioni sostenibili di linea genetica, alimento e tipologia di allevamento;
8) divulgazione dei risultati agli operatori della filiera cunicola nazionale.

 

RISULTATI ATTESI

Il progetto rappresenta una ricerca applicata che vede la collaborazione di Enti Pubblici (IZSVe e CRA) e di organizzazioni di di produttori (O.P. "Coniglio Veneto" e ANCI) con la finalità di individuare rapidamente modalità di allevamento intensivo del coniglio da carne che consentano all'attuale sistema produttivo italiano di adeguarsi ai mutati scenari sociali ed economici, senza laceranti discontinuità. In particolare sono tre gli elementi che sollecitano un cambiamento: 1) l'ampia diffusione di resistenza agli antibiotici in EU e l'allarme per i costi umani ed economici ad essa correlati; 2) la spinta del legislatore verso modelli produttivi più rispettosi del benessere animale e più coerenti con i mutamenti culturali e sociali intervenuti in Europa; 3) i continui incrementi dei costi di produzione che, negli utlimi anni, hanno drammaticamente eroso la marginalità dei produttori mettendone in discussione la sopravvivenza stessa.
Questo progetto si propone di individuare modalità di allevamento intensivo meno "spinte", che consentano, attraverso una riduzione delle densità animali e mediante l'utilizzo di mangimi più simili all'alimentazione naturale del coniglio, di migliorare le condizioni di salute e di benessere degli animali allevati, riducendo al tempo stesso i costi di produzione. Quest'ultimo obiettivo potrebbe essere raggiunto attraverso l'utilizzo di alimenti meno costosi rispetto al tradizionale mangime pellettato. La riduzione dei costi, tuttavia, potrebbe essere raggiunta indirettamente anche attraverso la riduzione di mortalità e di patologie enteriche conseguente al miglioramento della fisiologia digestiva, dovuto all'incremento del contenuto in fibra grezza e alla diminuzione del tenore di amido delle razioni. Ciò consentirebbe anche di eliminare i costi, oggi rilevanti, sostenuti dagli allevatori per le medicazioni profilattiche o metafilattiche dei mangimi, a loro volta spesso responsabili di patologie enteriche iatrogene. Il minor utilizzo di antibiotici, inoltre, avrebbe evidenti ripercussioni sulla qualità del prodotto e sulla sicurezza alimentare, venendo incontro alle richieste della CE in merito alla riduzione dell'uso di farmaci nel comparto zootecnico. Il modello produttivo che consentirà le migliori perforance zootecniche, sanitarie, chimico-bromatologiche, senza incremento dei costi di produzione, verrà inserito in Protocolli Operativi di produzione, rasferibili alle diverse realtà della filiera cunicola italiana.

Risultati non ancora disponibili - progetto in corso

 

BIBLIOGRAFIA

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Drigo I., Agnoletti F., Bacchin C., Guolo A., Cocchi M., Bonci M., Bano L. (2009). Diffusion of C.perfringens NetB positive strains in healthy and diseased chickens. Ital. J. Anim. Sci., 8, 761-764
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CONTATTI

LINK PROGETTO
Dott. Fabrizio Agnoletti - Dirigente veterinario Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie