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Piani di Settore
 

QUALIMAPRO

Qualità del Materiale di Propagazione: Aggiornamento e Verifica dei Protocolli di Controllo
Approvato con D.M. 23043 del 17/11/2011
Importo totale € 220.830,00, contributo concesso € 200.000,00 pari a 90,57% della spesa ammessa.


SOGGETTO PROPONENTE

CRA-FSO Unità di Ricerca per la Floricoltura e le Specie Ornamentali

 

COORDINATORE DEL PROGETTO

Dr.ssa Barbara Ruffoni - CRA FSO Unità di Ricerca per la Floricoltura e le Specie Ornamentali

 

PARTNER COINVOLTI

CRA-FSO Unità di Ricerca per la Floricoltura e le Specie Ornamentali
Azienda Agricola Alberto Biancheri
Azienda Agricola Sapia Flavio
Ditta Costa Verde dei F.lli Macciò Livio e Alfredo
Ditta Florovivaistica Baratta
IVV CNR Istituto di virologia vegetale
CNR IVALSA CNR IVALSA Istituto per la Valorizzazione del Legno e dele Specie Arboree
Studio Tecnico Associato Ferrari e Salvi

 

PRESENTAZIONE DEL PROGETTO

La commercializzazione di materiale di propagazione di piante ornamentali è regolata dalla direttiva CE 98/56 del luglio 1998 a protezione del territorio contro l'introduzione di organismi nocivi e a garanzia dei coltivatori. Tale norma europea è stata recepita in Italia dal Decreto Legislativo 19 agosto 2005, n. 214.
Tutte queste norme sono molto importanti sicuramente dal punto di vista ambientale per non portare nel
territorio europeo malattie che potrebbero avere gravi conseguenze sulle altre coltivazioni e sull'ambiente circostante nella popolazione vegetale naturale, inoltre permette di garantire i coltivatori sulla qualità della merce che stanno acquistando.
I produttori di materiale di propagazione, che in Italia spesso coincidono con i breeders, hanno adottato propri sistemi e protocolli, tra quelli ad oggi esistenti in commercio, per garantire e garantirsi rispetto ai propri clienti la qualità del loro prodotto con un meccanismo su base volontaria, in assenza di un organismo di
controllo, a garanzia della serietà dell'azienda.
Esistendo ad oggi delle tecniche innovative già largamente riportate in letteratura ma non compiutamente recepite e trasformate in consuetudine per mancanza di connessioni con il mondo della ricerca, ci si pone l'obiettivo di colmare in qualche modo la lacuna (sperimentale ed istituzionale) per mezzo dell'interazione
produzione/ricerca per la preparazione di manuali operativi che potranno fra pochi anni una volta a regime il sistema, presentare le aziende con più forza sul mercato internazionale.
 
Il progetto afferisce alle attività previste nell'art 5, paragrafo 1.2 del bando facente riferimento al paragrafo 7.3 del Piano di settore, punto 5: "Azioni di sviluppo sperimentale allo scopo di produrre piani, progetti o disegni per prodotti o processi innovativi ai fini della riduzione dei costi e del miglioramento della qualità". Effettua inoltre attività afferente all'art.5 paragrafo 1.1c del bando, facente riferimento al punto 7.2 del Piano di Settore punto 11"Realizzazione di corsi di formazione e aggiornamento ... anche attraverso la collaborazione di Enti ed Istituti qualificati"
A questo fine si propone di intervenire nella filiera della produzione del materiale di propagazione con la verifica, la messa a punto e la raccolta in manuali di metodologie avanzate per la valutazione della qualità fitosanitaria con particolare riferimento alle virosi e alla omogeneità del materiale (genetica, epigenetica, fisiologica) del materiale di propagazione in vivo ed in vitro.
Si prende in considerazione sia la produzione vegetativa per talea sia quella per clonazione in vitro in quanto nel comparto delle ornamentali quest'ultima è la tecnica produttiva utilizzata per le specie floricole con maggior impatto economico (lilium, orchidee, gerbera, calla ecc) e che coinvolgerà sempre più specie.
I produttori sentono l'esigenza di aggiornare le linee guida di controllo del proprio materiale utilizzando le più recenti tecniche molecolari proposte in ricerca e sperimentazione che presentano caratteri di sensibilità ai patogeni largamente superiori alle tecniche che si utilizzano di routine.
Il progetto è frutto dell'interesse di 4 aziende di breeding e di produzione di materiale di propagazione con tipologie di fornitura diverse: un produttore di bulbose in vivo ed in vitro (UO2), un produttore di talee di garofano in vivo ed in vitro (UO3), un vivaista di piante aromatiche ornamentali (UO4),un produttore di talee di garofano e margherita (UO5). I risultati del progetto saranno il fondamento per una certificazione più accurata del prodotto in particolare per l'esportazione dove è maggiore la competizione qualitativa.
Un controllo precoce dei materiali propagati può inoltre diminuire gli sprechi durante la fase produttiva. I risultati del progetto saranno oggetto di attenta valutazione da parte degli organismi istituzionali di controllo per un eventuale recepimento al fine di aumentare il livello di controllo.
Saranno effettuati due corsi di formazione diretti in primo luogo al personale tecnico dei artecipanti il progetto, ai corsi sarà data massima divulgazione per poter coinvolgere il maggior numero di operatori interessati.
Le azioni saranno :
A) Ricerca e Sperimentazione: raccolta, verifica e messa a punto di protocolli per la detection dei principali virus delle specie considerate nel progetto
B) Ricerca a sperimentazione: messa a punto di un manuale di buone pratiche di laboratorio per la propagazione in vitro a basso rischio di variazione soma clonale
C) Formazione e divulgazione: proposta di due corsi di formazione sugli argomenti del progetto e attività di divulgazione e confronto

 

OBIETTIVI E RISULTATI ATTESI

  1. Il progetto si propone di intervenire nella filiera della produzione del materiale di propagazione con la verifica e la messa a punto di tecniche innovative di controllo. Saranno messi a punto i manuali di metodologie avanzate per la valutazione della qualità fitosanitaria con particolare riferimento alle virosi e alla omogeneità del materiale (genetica, epigenetica, fisiologica) del materiale di propagazione in vivo ed in vitro. Il progetto si configura, in breve, come attività di trasferimento di know-how
  2. altamente specializzato.
  3. Obiettivi specifici:
  4. 1) Qualità fitosanitaria-virosi
  5. Una parte preponderante del progetto ha come obiettivo la definizione di protocolli per una diagnosi molecolare affidabile e veloce, che consenta di intervenire tempestivamente per individuare la presenza e per prevenire la diffusione dell'agente virale e al tempo stesso limitare i danni alle coltivazioni e ai coltivatori, oltre che tutelare i floricoltori nei confronti del materiale importato. La messa a punto di un protocollo standardizzato e caratterizzato da un'alta sensibilità per la diagnosi molecolare mediante RT-PCR delle principali virosi di Ranuncolo, di garofano, di margherita e di piante aromatiche ornamentali e la raccolta dei protocolli e delle linee guida può essere di templato per ampliare tale sistema a virus di altre colture floricole o anche ad altri comparti (orticolo, frutticolo).
  6. 2) Qualità/omogeneità del materiale
  7. Obiettivo importante, nel comparto della propagazione delle piante ornamentali attraverso la propagazione in vitro è anche quello di determinare linee guida per effettuare una micropropagazione affidabile che non corra il rischio di incorrere in modificazioni (genetiche, epigenetiche, fisiologiche) che deprezzano il materiale fornito e che mettono a rischio l'affidabilità dell'azienda produttrice. Questo è un argomento molto sentito da tutti i micropropagatori.
  8. Azione A:
  9. * Redazione di manuali di utilizzo di tecniche molecolari per la identificazione della presenza
  10. virale nelle colture: ranuncolo, garofano, margherita e specie aromatiche ornamentali.
  11. * Protocolli attuativi.
  12. * Prospetto costi/benefici
  13. * Preparazione di microarray pilota per la detection simultanea dei principali virus delle colture
  14. in oggetto
  15. Azione B:
  16. * Redazione di un manuale di buone pratiche di laboratorio per la micropropagazione a basso
  17. rischio di variazione soma clonale
  18. * Validazione dell'utilizzo di tecniche di biologia molecolare per valutare la variabilità genetica
  19. ed epigenetica dei materiali vegetali in propagazione.
  20. Azione C
  21. * Formazione di personale tecnico altamente specializzato per l'utilizzo, in ambito aziendale, di
  22. tecniche applicative di biologia molecolare
  23. * Trasferimento di know-how
  24. * Divulgazione delle tecniche innovative
  25. * Contatti con gli organismi di Istituzionali di Controllo per il recepimento delle tecniche di indagine secondo metodi più aggiornati e sensibili.
  26. * Svolgimento di 2 corsi di formazione
  27. Definire le modalità di misurazione dei risultati e dell'impatto.
  28. Al di là del numero di manuali redatti e del numero di pubblicazioni e articoli che verranno pubblicati l'interesse ai risultati della ricerca saranno valutati raccogliendo le richieste da parte di altri utilizzatori di dati, informazioni, protocolli e copie dei manuali prodotti.
  29. Sarà inoltre valutato molto positivamente l'interesse che gli organi istituzionali vorranno dare al fine di proporre degli aggiornamenti ai sistemi di controllo
  30. Sarà misurato positivamente anche l'acquisizione dei manuali da parte di corsi universitari o di corsi per tecnici di laboratorio.
 

CONTATTI

Dr.ssa Barbara Ruffoni - CRA FSO Unità di Ricerca per la Floricoltura e le Specie Ornamentali, Sanremo (IM)
Dr. Mario Rabaglio - Azienda Agricola Alberto Biancheri, - Camporosso Mare (IM)
Flavio Sapia - Azienda Agricola Sapia Flavio, Sanremo (IM)
Fabrizio Ferrari - Ditta Costa Verde dei F.lli Macciò Livio e Alfredo, Albenga (SV)
Agostino Baratta - Ditta Florovivaistica Baratta, Santo Stefano Al Mare (IM) 
Anna Maria Vaira - CNR IVV Istituto di virologia vegetale, Torino
Maurizio Lambardi - CNR IVALSA Istituto per la Valorizzazione del Legno e dele Specie Arboree, Follonica (GR)
Davide Salvi - Studio Tecnico Associato Ferrari e Salvi, Sanremo (IM)