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Piani di Settore
 

Bando D.D. prt. n. 186 del 1 agosto 2007
G.U. n. 208 del 07/09/2007

 

Flo Zero

Sviluppo di una filiera produttiva florovivaistica di piante di qualità ad emissioni zero e strumenti per la certificazione del loro ciclo colturale
Approvato con D.lgs 11903/7643/08 del 19/12/2008

Importo totale € 436.772,26 - Contributo concesso € 180118.62, pari al 41% della spesa ammessa


SOGGETTO PROPONENTE

DIBAF - Dipartimento per la Innovazione nei sistemi Biologici e Forestali - Università degli Studi della Tuscia

 

COORDINATORE DEL PROGETTO

Prof. Andrea Vannini - DIBAF - Dipartimento per la Innovazione nei sistemi Biologici e Forestali - Università degli Studi della Tuscia 

 

PARTNER COINVOLTI

Azienda Florovivaistica "Orticoltura Pistoiese Vasco Michelini s.n.c."
DIBAF - Dipartimento per la Innovazione nei sistemi Biologici e Forestali - Università degli Studi della Tuscia
DAFNE - Dipartimento di scienze e tecnologie per l'Agricoltura, le Foreste, la Natura e l'Energia - Università degli Studi della Tuscia

 

PRESENTAZIONE DEL PROGETTO

Obiettivo del presente progetto è quello di sviluppare una filiera produttiva di piante ornamentali ad emissione zero  provenienti da un ciclo aziendale chiuso il quale limita l'uso di fitofarmaci e concimi chimici e di materiali extra-aziendali. Tutto ciò attraverso la produzione e ottimizzazione di compost (ACV, Ammendante Compostato Verde) provenienti dagli scarti verdi aziendali.
Negli ultimi anni è in aumento la tendenza a sostituire materiali con alti costi economici e ambientali, quali la torba con compost proveniente da impianti industriali di produzione. Tuttavia l'origine di tali compost è spesso incerta e sicuramente mista. Una possibile soluzione alle accennate problematiche può essere trovata nell'utilizzazione degli scarti verdi dell'azienda per la produzione di compost verde aziendale strettamente controllato per origine, caratteristiche chimico/fisiche e microbiologiche. I vantaggi di tali scelte sono comunque diversi, non ultimi l'abbattimento dei costi di smaltimento, la minore dipendenza da materiali esterni all'azienda
Gli obiettivi sono quindi:
Ob1 Ottenimento di ACV con caratteristiche chimico/fisico e biologiche adatte alle produzioni aziendali.
Ob2 Integrazione di ACV nella produzione di terricci secondo la tradizione aziendale e controllo della qualità degli stessi.
Ob3 Sviluppo di un protocollo sensibile, efficace e riproducibile per il controllo e qualificazione microbiologica di ACV  aziendale da utilizzare per le procedure di monitoraggio interno all'azienda e per la certificazione verso l'esterno.
Ob4 Sviluppo di tecnologie per l'arricchimento dei terricci con popolazioni di organismi autoctoni utili alla protezione e sviluppo delle piante (es. PGPB o PGPR, funghi antagonisti etc.).
Ob5 Sviluppo di un protocollo standard per l'ottenimento di terricci aziendali a ciclo chiuso e biologicamente arricchiti.

Ricadute scientifiche: contributo alla conoscenza sulla dinamica quali-quantitativa delle popolazioni microbiche durante i processi di trasformazione della materia organica complessa; conoscenza sulla capacità di sopravvivenza di comunità o singoli taxa microbici a seguito di trattamenti estremi quali le alte temperature (sanificazione); contributo alla conoscenza sulla capacità antagonistica verso patogeni di comunità di organismi microbici in sistemi semplificati e loro capacità di stabilizzazione nella matrice; contributo allo sviluppo di tecnologie bio-molecolari  per l'identificazione e descrizione  di comunità microbiche complesse, contributo alla riduzione dell'uso di fonti non rinnovabili (quali la torba) nella coltivazione di piante, attraverso la sostituzione con ACV.
Ricadute economiche: l'ottimizzazione dei processi produttivi aziendali mediante il recupero dei materiali di scarto e dei costi di smaltimento diminuzione delle esigenze di approvvigionamento di materiali e prodotti extra-aziendali (torba, concimi, fitofarmaci) con un vantaggio netto sui costi aziendali; la differenziazione dei prodotti aziendali e la produzione di piante di elite.
Ricadute sociali: ottenimento di filiere produttive a basso impatto ambientale e che utilizzano fonti rinnovabili; minore produzione di scarti inquinanti (reflui aziendali); ottimizzazione del bilancio del carbonio aziendale.

 

RISULTATI RAGGIUNTI

 Gli obiettivi raggiunti sono stati: costruzione di un sito di compostaggio e ottenimento di ACV aziendale.
 
Il processo di compostaggio è stato monitorato sia dal punto di vista chimico-fisico che microbiologico. I risultati sono stati ottimi poiché si è ottenuto un prodotto che rispetta tutti i parametri di legge, inoltre il monitoraggio microbiologico ha messo in evidenza un gran numero di specie fungine che partecipano attivamente al processo di degradazione della sostanza organica.

Nella frazione fungina era consistente la presenza di Trichoderma spp. in particolare  sono state identificate due specie appartenenti al genere Trichoderma: T. hamatum, T. atroviride. Attraverso prove di laboratorio si è dimostrata una notevole capacità antagonista delle specie di tricoderma identificate nei confronti di patogeni tellurici come Rhizoctonia, Sclerotinia e Verticillium, inibendo la loro crescita con percentuali uguali o superiori al 40%.

La libreria microbiologica di Trichoderma spp. identificata e caratterizzata da compost e rizosfera, composta da un ampio numero di isolati diversi per specie e meccanismi d'azione, permette di poter effettuare una progetto esecutivo di arricchimento aziendale. L'arricchimento microbiologico del compost con gli isolati selezionati in base alla capacità antagonistica e di promozione della crescita vegetale è attualmente in corso. 

L'ACV ottenuto è stato anche usato per delle prove di coltivazione in vaso di piante di lavanda e di olivo. I risultati ottenuti hanno dimostrato che la sostituzione del terriccio convenzionale con l'ACV aziendale non incide sulle caratteristiche commerciale delle specie oggetto di studio.

 Il presente progetto ha aiutato a risolvere alcune criticità tipiche delle aziende florovivaistiche quali:
- la sensibile immissione nell'ambiente di sostanze inquinanti tramite i reflui aziendali  provenienti dall'uso di concimi chimici e fitofarmaci,
- la dipendenza dall'estero per l'approvvigionamento di materiali per i substrati (es. materiali torbosi),
- la produzione di ingenti quantità di scarti verdi che, nella gran parte dei casi, vanno ad essere smaltiti come rifiuti agricoli o speciali, con forti costi per l'azienda.

 

AZIONI DI DIVULGAZIONE

"Isolation and characterisation on Trichoderma isolates from the rhizosphere of nursery plants" Aleandri M. P., Chilosi G., Vettraino A., Vannini A. Petria (2010), 20 (2), 485-486
"Produzione e potenzialità di ammendante compostato  verde in campo vivaistico" Aleandri M.P., Chilosi G., Paolocci M., Bruni N., Luccioli E., Tomassini A., Vettraino A.M., Muganu M., Vannini A.
"Trichoderma species with biocontrol acttivity against nursery soil-borne pathogens" Aleandri M.P., Chilosi G., Bruni N., Tomassini A., Luccioli E., Vettraino A.M., Vannini A.

Congresso nazionale: "Recupero delle biomasse agricole, agroindustriali e urbane attraverso il compostaggio. Effetti dell'impiego di compost in orticoltura"
Scafati , 6-7 Ottobre 2011
XVIII Convegno Nazionale SIPAV, Sassari 24-26 Settembre 2012

CONTATTI

Prof. Andrea Vannini - DIBAF - Dipartimento per la Innovazione nei sistemi Biologici e Forestali - Università degli Studi della Tuscia