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Piani di Settore
 

 


BIOINFOCAST

Prosecuzione degli interventi di lotta biologica al Cinipide e sviluppo di attività di informazione/divulgazione sull'evoluzione delle strategie di difesa fitosanitaria dei castagneti da frutto e da legno nei differenti contesti ambientali e produttivi italiani
Approvato con D.D. 4496 del 12/11/2012

Importo totale di € 404.040,40, contributo concesso € 400.000,00 pari al 99,00 % della spesa ammessa


SOGGETTO PROPONENTE

CRA ABP -  Consiglio per la Ricerca e la sperimentazione in Agricoltura, Centro di Ricerca per l'Agrobiologia e la Pedologia

 

COORDINATORE DEL PROGETTO

Dr. Giuseppino Sabbatini Peverieri - CRA ABP

 

PARTNER COINVOLTI

DISAFA Dipartimento di Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari - Università degli Studi di Torino
INEA Istituto Nazionale di Economia Agraria
Associazioni Castagno ATS (Associazione Nazionale Città del Castagno, Castanea, Centro di Studio e Documentazione sul Castagno)

 

PRESENTAZIONE DEL PROGETTO

Le produzioni ottenute dai castagneti da frutto contribuiscono in modo sostanziale al flusso di esportazioni della filiera agroalimentare italiana. Per evidenziare nel dettaglio l'importanza economica dei castagneti si può rimandare ai dati pubblicati dall'Inventario delle Foreste e dei Serbatoi di Carbonio (INFC) nonché ai dati elaborati dall'ISTAT, che riportano una superficie complessiva investita a Castagno pari a 788.407 ha, 53.451 dei quali costituiti da castagneti da frutto. Per quanto attiene in particolare il valore delle produzioni castanicole, la media del periodo 1999-2007 fornisce un valore di 46.150.000 € così ripartiti tra 12 regioni: Piemonte - 2.487.000; Lombardia - 1.081.000; Veneto - 179.000; Liguria - 23.000; Emilia Romagna - 1.024.000; Toscana - 4.561.000; Lazio - 11.456.000; Abruzzo - 403.000; Campania - 19.685.000; Basilicata - 342.000; Calabria - 4.622.000; Sardegna - 287.000. A tale ruolo si accompagna l'importanza dei castagneti che si inseriscono a pieno titolo tra le formazioni di grande valore ambientale del nostro Paese, caratterizzando un'intera fascia fitoclimatica con boschi, non di rado vetusti, che valorizzano contesti paesaggistici famosi in tutto il mondo in grado di richiamare importanti flussi di un nuovo turismo fortemente attento alla tutela dell'integrità degli ecosistemi montani. In tale contesto il MiPAAF ha finanziato un primo specifico progetto approvato dal tavolo tecnico sulla castanicoltura finalizzato alla costituzione sul territorio nazionale di 15 centri di moltiplicazione di Torymus sinensis distribuiti in 12 regioni e il potenziamento dell'iniziale centro di moltiplicazione del parassitoide in Piemonte, unitamente alla realizzazione di lanci di questo antagonista per realizzare una prima uniforme copertura dell'intero territorio nazionale. Il piano di settore 2010-2013 ha inoltre individuato la necessità di sviluppare una ulteriore attività progettuale per consentire la verifica di quanto realizzato con gli interventi di lotta biologica al Cinipide, elaborare strategie complessive di difesa fitosanitaria dei castagneti da legno e da frutto dall'insieme degli agenti di malattia e degli organismi fitofagi nocivi, verificare le possibilità di tutela delle produzioni in contesti di lotta integrata inclusa la verifica della selettività fisiologica e fenologica di principi attivi di ultima generazione, senza peraltro tralasciare aspetti di rilievo inerenti la salubrità dei prodotti della castanicoltura destinati all'industria alimentare. Per rispondere ai più generali aspetti dell'intero settore della difesa fitosanitaria è stato predisposto e approvato dal tavolo tecnico in seduta plenaria in Progetto di ricerca "CASTANEA - Difesa dei castagneti italiani dalla diffusione epidemica del Cinipide orientale: strumenti e strategie per un controllo integrato", attualmente in attesa di finanziamento. Il tavolo tecnico sulla castanicoltura ha altresì approvato lo sviluppo di una terza attività progettuale di ampio respiro, incentrata su attività di informazione/divulgazione per la creazione di una rete sul territorio nazionale e la diffusione di modalità e criteri gestionali moderni e avanzati differenziati in relazione alla diversità dei contesti castanicoli italiani, che come noto spaziano da realtà nelle quali gli aspetti di tutela ambientale e paesaggistica predominano fino ad ambiti caratterizzati da impianti specializzati che forniscono gran parte della quota di castagne e marroni destinati ai settori della trasformazione industriale e del mercato UE ed extra UE. Va inoltre segnalata la necessità di esaminare le condizioni economiche del settore e in particolare le questioni aziendali. Tale analisi si rende necessaria per supportare le decisioni del tavolo in relazione alle opzioni di revisione della PAC post-2013.
In accordo con il piano castanicolo e tenuto conto dei pareri emersi nelle riunioni del tavolo tecnico è stato definito il Progetto BIOINFOCAST da sviluppare con le azioni di seguito elencate, raggruppate in tre Assi principali, realizzando il coinvolgimento delle associazioni castanicole a carattere nazionale, delle associazioni di imprese e delle unioni di produttori, di Enti di ricerca e dei Servizi Fitosanitari Regionali, per la raccolta di dati, la realizzazione di attività di informazione/divulgazione e la costituzione di una rete nazionale di supporto al settore.
A. Asse 1: prosecuzione delle attività di "Lotta biologica" al Cinipide con il "Metodo propagativo" mediante ulteriori lanci nel 2014 dell'antagonista naturale Torymus sinensis (DIVAPRA, Associazioni)
Azioni
1. Fornitura esemplari di T. sinensis per ulteriori lanci
2. Organizzazione ed effettuazione dei lanci dell'antagonista naturale T. sinensis in collaborazione con i Servizi Fitosanitari Regionali e gli Enti locali interessati
B. Asse 2: informazione e divulgazione sull'evoluzione delle strategie di difesa fitosanitaria dei castagneti da frutto e da legno nei differenti contesti ambientali e produttivi italiani (Associazione Nazionale Città del Castagno, Castanea (European Chestnut Network) e Centro di Studio e Documentazione sul Castagno, Associazioni professionali, Unioni di Produttori, CRA-ABP, DIVAPRA)
Azioni
3. Raccolta di informazioni dettagliate sulle perdite di produzione e sulle strategie di difesa da patologie fungine, fitofagi e avversità abiotiche adottate attualmente nei diversi contesti produttivi e ambientali italiani ed elaborazione di una casistica per le differenti tipologie di castagneto
4. Definizione degli indirizzi gestionali e delle possibilità di contenimento dei danni causati da organismi e microrganismi nocivi quali Cidie, Balanini, Cancro e Mal dell'inchiostro compatibili con le iniziative in atto finalizzate al controllo biologico di Dryocosmus kuriphilus.
5. Definizione di indirizzi gestionali per l'utilizzo di corrette strategie di Integrated Pest Management (IPM) da impiegare in castagneti da frutto specializzati, destinati alla produzione di castagne e marroni per l'industria agroalimentare e predisposizione di una manualistica aggiornata
6. Definizione di interventi di supporto alle capacità di autodifesa dei castagni, adottabili per tutelare nell'immediato la produzione dei castagneti, con particolare riferimento alle differenti possibilità di concimazione
7. Predisposizione di una manualistica per i controlli sul materiale d'importazione (castagne) finalizzato a consentire una rapida identificazione della presenza di eventuali fitofagi esotici
8. Realizzazione di incontri tecnici territoriali da effettuarsi in collaborazione con Enti e Associazioni locali attivi nei differenti territori per la divulgazione delle informazioni disponibili ed elaborate nell'ambito del progetto e condivisione della manualistica prodotta
C. Asse 3: attività di valutazione economica e prospettica
Azioni
9. Analisi e valutazione della performance economica delle aziende castanicole, da effettuarsi attraverso l'utilizzo della banca dati RICA e interviste a testimoni privilegiati. Diffusione di uno specifico rapporto di ausilio alle attività del tavolo di filiera
10. Analisi delle prospettive della riforma della PAC post 2013 che interessano il settore con riguardo agli effetti sull'economicità dell'impresa e possibili opzioni di utilizzo al meglio degli strumenti disponibili (greening, misure mercato, secondo pilastro)

 

OBIETTIVI E RISULTATI

Nel primo semestre di attività del progetto le principali azioni intraprese sono state quelle di maggiore urgenza data sia la tempistica (il periodo dell'anno), sia il "peso" che rivestono tali azioni all'interno del progetto e la gravità delle problematica. La maggior parte degli sforzi sono stati concentrati nella attività di produzione e fornitura di esemplari di T. sinensis e nei rilasci in campo. Tale attività, inerenti le azioni 1 e 2 dell'asse 1 del progetto, hanno visto un notevole impiego di tempo e risorse, sia economiche, sia umane. In primo luogo sono state prontamente svolte le necessarie riunioni organizzative, prima tra il personale coinvolto nel progetto e afferente alle diverse unità operative, poi è stata creata una complessa rete di comunicazione attivata tra le principali UUOO coinvolte nelle due azioni e gli enti locali a vario livello, con l'intento di definire il piano dei lanci, individuando i siti e finendo la tempistica che ha riguardato soprattutto la sincronizzazione delle azione di fornitura del parassitoide e la fase fenologica del castagno, la disponibilità degli operatori per il trasporto del materiale e il coordinamento con il personale locale coinvolto nelle azioni di lancio. Il tutto è stato svolto in stretta collaborazione con i Servizi Fitosanitari Regionali e in cooperazione con molteplici associazioni locali di castanicoltori.
In un primo momento, l'UO del DISAFA ha comunicato che era in grado di fornire un numero di lanci (100 femmine e 50 maschi di T. sinensis) compreso tra 250 e 300 e sulla base di questi valori erano state definite le aree di lancio; tuttavia l'UO del DISAFA è riuscita a fornire 500 lanci in totale. Il numero aggiuntivo di lanci sono stati prontamente integrati nella programmazione delle aree, aggiungendo nuovi siti. Dal punto di vista delle attività di lancio in campo, queste sono state effettuate tra il 26 aprile e il 16 maggio. Per la concomitanza tra lanci previsti nel progetto BIOINFOCAST e lanci predisposti nell'ambito di altri progetti e/o convenzioni con enti pubblici e il DISAFA, nell'ottica di ottimizzare le risorse disponibili e in un clima di forte cooperazione tra le organizzazioni coinvolte nella problematica del cinipide, il personale delle UUOO coinvolto nel trasporto del materiale biologico ha effettuato il trasporto anche di tale ulteriore materiale, per un numero complessivo numero di esemplari sufficiente ad effettuare oltre 1000 lanci
Contemporaneamente, sono state avviate parte delle altre azioni previste nei diversi assi, sia 2 che 3. In particolare, nell'asse 2 sono state avviate le attività inerenti le azioni 3, 7 e 8 e, nell'asse 3, le azioni 9 e 10 e, nell'ambito di tali azioni, sono stati svolti gli incontri tra le varie UUOO necessari al fine di organizzare e definire il piano di lavoro. In particolare sono stati svolti incontri tecnici al fine di definire il modulo di rilievo dei dati inerenti la perdita di produzione dovuta alle avversità biotiche del castagno (azione 3) con particolare riferimento all'avvento del cinipide del castagno e programmare le modalità di somministrazione del questionario per il rilievo dei dati. A tal riguardo, è stata predisposta una bozza di questionario da somministrare ad un campione di produttori al fine di raccogliere relative osservazioni e poter predisporre un modulo semplice nella sua compilazione ed efficace per registrare dati utili. A riguardo dell'azione 7 sono state effettuate le prime indagini esplorative sulla tematica mentre nell'ambito dell'azione 8 è stata avviata la costruzione di un format da seguire nei vari incontri tecnici territoriali. Relativamente alle azioni 9 e 10, l'attività svolta nel periodo considerato ha riguardato gli studi preliminari per tali attività previste dall'asse 3. In particolare, l'azione 9 prevede l'analisi della performance economica delle aziende castanicole attraverso l'utilizzo della banca dati Rica, l'azione 10 la valutazione dei possibili effetti della riforma della PAC, I e II pilastro, sul settore castanicolo. Le attività svolte per l'azione 9 hanno riguardato gli aspetti metodologici per l'analisi del campione RICA delle aziende castanicole. Si è proceduto preliminarmente all'individuazione del campione a livello regionale per il triennio di rilevazione 2008-2009-2010 e alla descrizione delle sue caratteristiche. In parallelo si è effettuata una rassegna della letteratura sull'efficienza aziendale e possibili applicazioni sul campione RICA delle aziende castanicole. Le attività preliminari per l'azione 10 hanno riguardato l'analisi delle proposte legislative e dei contenuti dell'accordo politico raggiunto per la PAC 2014 - 2020, I e II pilastro, la rassegna delle possibili modalità di applicazione in Italia e l'individuazione delle disposizioni e ipotesi di applicazione di interesse specifico per  il settore castanicolo. Si è, pertanto, proceduto alla predisposizione di un gruppo di lavoro per l'analisi della situazione della castanicoltura italiana sulla base della Banca dati Rica e per la valutazione degli effetti della PAC 2014-2020, in corso di formalizzazione.
Il secondo semestre di attività del progetto Bioinfocast è stato sviluppato dando ampio spazio alle azioni previste nell'asse 2 e 3 del progetto, dato che le azioni inerenti l'asse 1, ovvero la fornitura di Torymus sinensis e il lancio in campo sul territorio nazionale è stata l'attività preponderante nel primo semestre e tale attività può essere considerata conclusasi nella fine del periodo primaverile del 2013. La presente relazione segue quella precedentemente inviata relativa al primo semestre di attività del 2013 del progetto.
Il CRA-ABP ha predisposto ed attivato congiuntamente con l'ATS "Associazioni Castagno" e con la collaborazione delle altre UU.OO. la raccolta dati sulla perdita di produzione nel settore castanicolo in seguito all'avvento del cinipide del castagno. Nell'ambito di tale azione, è stato sviluppato un modello di raccolta dati che da un lato ha voluto rispondere ad esigenze di facilità di compilazione da parte degli utenti, senza richiedere una eccessiva quantità di dati e informazioni, quindi vuole raccogliere dati di tipo essenziali, ma nello stesso tempo si possa disporre di informazioni minime sufficienti per descrivere un quadro esaustivo della situazione reale sull'andamento della produzione (in funzione del numero e delle tipologie di strutture produttive analizzate). Il questionario è stato predisposto in maniera tale che l'utente possa decidere, in modo facoltativo, se compilare il modulo su supporto cartaceo ed inviarlo via fax, oppure se compilarlo direttamente al PC. In quest'ultimo caso si presentano due possibilità: l'invio mediante e-mail, oppure compilare il sondaggio direttamente on-line mediante uno spazio web appositamente creato (per quest'ultimo, è stato acquisto un apposito strumento informatico da Adobe FormsCentral). Il questionario è stato testato su un campione di intervistati che ha permesso di calibrare il modello in base alle esigenze e osservazioni a sua volta evidenziate. Questo ha portato allo sviluppo di un modello di questionario anonimo, dato che una versione contenente informazioni sensibili (quali ad esempio riferimenti nominativi aziendali) faceva desistere dalla compilazione del questionario. Il modello predisposto è stato lanciato ufficialmente il 20 dicembre 2013 e mira a raccogliere i dati inerenti la produzione delle strutture produttive castanicole nel periodo dal 2000 al 2013, ma da comunque spazio alla possibilità di raccogliere dati anche per un periodo antecedente. Per la somministrazione del sondaggio sono stati scelti più percorsi: 1) mediante e-mail indirizzando il sondaggio ad associazioni, cooperative, enti pubblici, enti privati e singole realtà produttive; 2) divulgando l'iniziativa direttamente negli incontri territoriali svolti a scopo formativo ed informativo dalle UU.OO. coinvolte in quest'ultima azione. Nello stesso momento, è stato dato risalto alla possibilità di collaborazione di tutto il settore castanicolo, data l'importanza di tale azione, ovvero che ogni figura che ha ricevuto per qualunque via il modulo di sondaggio, possa ulteriormente divulgare l'iniziativa in modo da coprire con una maglia più stretta possibile il territorio nazionale.
Il CRA-ABP ha sviluppato l'azione inerente la raccolta di informazioni sulle nuove possibili minacce da organismi fitofagi per la castanicoltura italiana. Al momento è stato predisposto in formato di bozza, un "manuale" informativo sugli artropodi, essenzialmente insetti, che potrebbero causare danni al castagno in Italia. A tale scopo, mediante motori di ricerca bibliografici, sono state esplorate le informazioni inerenti gli insetti dannosi al castagno in altri paesi del mondo, essenzialmente Cina, Giappone, Corea e USA. Tale indagine ha permesso di mettere in evidenza circa 160 specie di artropodi (prevalentemente insetti) dannosi al castagno a livello dei singoli paesi e che al momento non siano già stati introdotti accidentalmente in Italia (quindi per esempio escluso il cinipide del castagno). Molti tra gli insetti citati sono segnalati come dannosi al castagno, anche se in misura molto variabile, in funzione delle specie, degli anni e delle regioni. La maggior parte sono considerati insetti fitofagi di interesse secondario nei rispettivi paesi, mentre poche sono le specie considerate effettivamente dannose. Il ruolo di fitofago di interesse primario ovviamente cambia in base alle zone geografiche interessate e alle diverse annate. In particolare, dalla Cina sembra emergere una nuova problematica fitosanitaria, un insetto fitofago che attualmente comporta notevoli danni e il suo areale sembra estendersi di continuo; si tratta di una fillossera del castagno", Moritziella castaneivora Miyazaki (Homoptera, Phylloxeridae) infeudato al castagno, nota comunemente appunto con il nome "Chestnut Phylloxerid". Altri insetti di interesse primario coinvolgono spermocarpofagi, sia coleotteri curculionidi, sia lepidotteri tortricidi, ma possono avere più ospiti vegetali in comune, come ad esempio Dichocrocis (Conogetes) punctiferalis (Guenée) (Lepidoptera, Tortricidae), nota come "Yellow Peach Moth", estendendo quindi la minaccia non solo al castagno ma anche ad altre piante coltivate e/o selvatiche. Questo documento è composto da circa 180 pagine contenete informazioni quanto più possibile dettagliate e immagini fotografiche reperite in rete per le quali, se non specificatamente autorizzato, è stata richiesta l'autorizzazione al loro uso direttamente ai rispetti autori. Per molti organismi sono state reperite ampie informazioni, per altri non è stato possibile andare oltre il solo nome scientifico, la regione geografica e la citazione bibliografica.
Il CRA-ABP ha avviato la predisposizione del manuale di "buone pratiche in castanicoltura" sia nel settore della castanicoltura tradizionale che quella ad impronta specializzata, azione che al momento ha previsto una versione in bozza che verrà sviluppata nel dettaglio congiuntamente con le UU.OO. afferenti al progetto (DISAFA e ATS Associazioni Castagno) e, se ritenuto necessario, verranno coinvolti anche altre figure non afferenti al progetto e di elevate professionalità e valore scientifico, al fine di implementare i contenuti informativi del testo.
Personale del CRA-ABP ha partecipato anche in alcune occasioni ad iniziative svolte dall'ATS Associazioni Castagno nel contesto degli incontri formativi territoriali.
L'ATS ha svolto le proprie attività nel secondo semestre nelle azioni riguardanti la divulgazione e formazione sul territorio nazionale del personale coinvolto nelle attività castanicole, raccogliendo informazioni su tutte le manifestazioni, feste e sagre dedicate alla castagna programmate per la stagione autunnale, pubblicandole per altro sul proprio sito web. Sono state realizzate numerose iniziative di divulgazione e conoscenza sul tema della lotta biologica al cinipide galligeno e sul progetto BIOINFOCAST, in collaborazione con i Servizi Fitosanitari Regionali, l'Università di Torino - DISAFA, le Amministrazioni Comunali ed i Gal. Durante gli incontri sono stati illustrati i risultati finora raggiunti in Italia con i lanci di T. sinensis, le prospettive future e le buone pratiche da adottare per la difesa dei castagneti.

L'INEA ha svolto le propria attività nel lambito delle azioni previste nell'asse 3, azioni 9 e 10. Per quanto riguarda l'azione 9, dato che esistono diverse castanicolture in Italia, con risultati economici molto diversi tra loro, il progetto mira ad approfondire, attraverso un'analisi a livello aziendale sulla Banca dati Rica, queste diversità territoriali anche attraverso un'analisi dell'efficienza aziendale. Per quanto riguarda l'azione 10, il settore castanicolo è stato da sempre trascurato nella previsione di specifiche misure del primo pilastro della PAC mentre solo alcuni PSR della programmazione 2007-2013 prevedono misure ad hoc per il settore. La riforma della PAC primo e secondo pilastro, per il periodo 2014-2020 prevede nuovi strumenti che potrebbero essere utilizzati per un rilancio del settore. È pertanto utile valutarne i possibili effetti al fine di meglio disegnare l'attuazione delle politiche a livello nazionale e regionale. L'attività svolta nel secondo semestre ha riguardato la predisposizione di un rapporto sul sistema castanicolo italiano a livello regionale quale risulta dall'analisi della struttura e dei risultati economici delle aziende castanicole presenti nella Banca Dati Rica (azione 9 dell'asse 3). Le regioni prese in considerazione sono quelle maggiormente rappresentative in termini di contributo alla formazione della produzione castanicola italiana: Calabria, Campania, Lazio, Piemonte e Toscana. Le altre regioni non sono state prese in considerazione a causa di problemi di numerosità del campione. L'analisi del settore castanicolo sulla base dei dati RICA è introdotto dall'illustrazione dei dati quali risultano dall'ultimo censimento Istat sull'Agricoltura, per quanto riguarda le strutture delle aziende, e dalla banca dati sul commercio con l'estero, per quanto riguarda i flussi commerciali. I dati sono stati elaborati a livello provinciale per tutte le regioni d'Italia. Questa parte aggiorna, quindi, l'analisi presente nel Piano Nazionale  del Settore Castanicolo. Il rapporto è in fase di completamento e revisione. Nel mese di settembre si è partecipato al Convegno europeo sulla castagna che si è tenuto a Bologna al fine di avere un quadro delle posizioni degli operatori europei del settore in merito alla riforma della PAC e delle problematiche comuni della castanicoltura europea. E' stata, pertanto, impostata anche la parte relativa all'azione 10, con una rassegna delle novità presenti nella programmazione 2014-2020, I e II pilastro, che potrebbero interessare il settore castanicolo.
Il DISAFA ha curato l'organizzazione e la pianificazione della prossima campagna di lanci di T. sinensis che verrà effettata nel corso della primavera del 2014, oltre che partecipare direttamente ad alcuni incontri territoriali svolti dall'U.O. ATS Associazioni Castagno, ed incontri televisivi sull'argomento del Cinipide e della lotta biologica.
Il primo semestre del secondo anno di attività del progetto, il 2014, è stato sviluppato dando ampio spazio alle azioni previste sia nell'asse 1 che nell'asse 2 e 3 del progetto stesso. In tale contesto, si è proceduto alla predisposizione degli esemplari di T. sinensis con tutte le attività correlate sia di campo che di laboratorio, al ritiro degli antagonisti presso la sede di produzione e la distribuzione sul territorio nazionale mediante una sinergia sia tra i partner afferenti al progetto, ma anche in collaborazione con gli enti preposti alla gestione della tematica "cinipide" a livello regionale. Inoltre, in relazione all'asse 2, sono stati sviluppati i documenti informativi inerenti le modalità di gestione delle emergenze fitosanitarie, la minaccia di introduzione di specie alloctone potenzialmente dannose al castagno, la quantificazione dei danni arrecati dal cinipide alla castanicoltura, oltre agli incontri territoriali formativi. A riguardo dell'asse 3, si è proceduto allo sviluppo delle attività riguardanti le analisi economiche sulla castanicoltura.
Il CRA-ABP ha attivato il sondaggio per la raccolta dei dati sulla perdita di produzione nel settore castanicolo in seguito all'avvento del cinipide del castagno. Il sondaggio è stato attivato ufficialmente il 20 dicembre del 2013 e prevede due modalità di raccolta delle risposte: per via e-mail/fax e on-line (attivo per tutto il 2014). Il modulo predisposto è facoltativo ed anonimo e, considerata la natura del sondaggio, è stato ritenuto che fosse necessario un elevato numero di risposte al fine di una validazione statistica. Considerata l'impossibilità di raggiungere con un sondaggio un elevato numero di singoli castanicoltori, si è ritenuto opportuno divulgare il sondaggio a più livelli, sia direttamente agli incontri territoriali, ma anche alle associazioni e enti locali castanicoli oltre che diretti interessati del tavolo tecnico, ai quali è stata chiesta la collaborazione per la diffusione del sondaggio a livello locale cercando di sensibilizzare ogni singolo castanicoltore sulla necessità del reperimento di tali informazioni, presentando l'azione anche come una importante occasione per tutto il settore. In totale sono stati inviati oltre 650 e-mail ad enti e referenti su tutto il territorio nazionale, che sommate alle comunicazioni dirette a convegni e seminari hanno interessato migliaia di utenti. Ad oggi tuttavia sono pervenute solamente pochissime risposte, alcune per via e-mail/fax, altre tramite il modulo on-line, per un totale di 11 risposte. Le risposte sono pervenute dalle Regioni Toscana (4), Lazio (2), Umbria (1), Valle d'Aosta (1), Lombardia (1), Emilia-Romagna (1) e Campania (1), ma purtroppo considerato il basso numero di risposte ricevute, non è possibile procedere ad alcuna inferenza sulla perdita di produzione.
Il CRA-ABP ha predisposto una bozza pressoché definitiva riguardante l'azione inerente la raccolta di informazioni sulle nuove possibili minacce da organismi fitofagi per la castanicoltura italiana e viene fornita in allegato alla presente relazione (solamente nella versione informatica). Il "manuale" informativo sugli artropodi, essenzialmente insetti, che potrebbero causare danni al castagno in Italia è stato predisposto mediante l'uso di motori di ricerca bibliografici, esplorando le informazioni inerenti gli insetti dannosi al castagno in altri paesi del mondo, essenzialmente Cina, Giappone, Corea e USA. Tale indagine ha permesso di mettere in evidenza circa 160 specie di artropodi (prevalentemente insetti) dannosi al castagno a livello dei singoli paesi e che al momento non siano già stati introdotti accidentalmente in Italia (quindi per esempio escluso il cinipide del castagno). Molti tra gli insetti citati sono segnalati come dannosi al castagno, anche se in misura molto variabile, in funzione delle specie, degli anni e delle regioni. La maggior parte sono considerati insetti fitofagi di interesse secondario nei rispettivi paesi, mentre poche sono le specie considerate effettivamente dannose. Il ruolo di fitofago di interesse primario ovviamente cambia in base alle zone geografiche interessate e alle diverse annate. In particolare, dalla Cina sembra emergere una nuova problematica fitosanitaria, un insetto fitofago che attualmente comporta notevoli danni e il suo areale sembra estendersi di continuo; si tratta di una fillossera del castagno", Moritziella castaneivora Miyazaki (Homoptera, Phylloxeridae) infeudato al castagno, nota comunemente appunto con il nome "Chestnut Phylloxerid". Altri insetti di interesse primario coinvolgono spermocarpofagi, sia coleotteri curculionidi, sia lepidotteri tortricidi, ma possono avere più ospiti vegetali in comune, come ad esempio Dichocrocis (Conogetes) punctiferalis (Guenée) (Lepidoptera, Tortricidae), nota come "Yellow Peach Moth", estendendo quindi la minaccia non solo al castagno ma anche ad altre piante coltivate e/o selvatiche. Questo documento è composto da circa 200 pagine contenete informazioni quanto più possibili dettagliate e immagini fotografiche reperite in rete per le quali, se non specificatamente autorizzato, è stata richiesta l'autorizzazione al loro uso direttamente ai rispetti autori. Per molti organismi sono state reperite ampie informazioni, per altri non è stato possibile andare oltre il solo nome scientifico, la regione geografica e la citazione bibliografica. Il documento viene allegato nella versione informatica e costituisce parte integrante della presente relazione.
Il CRA-ABP in collaborazione con le UU.OO. afferenti al progetto, ma anche in collaborazione con esperti del settore esterni al progetto, ha sviluppato il documento inerente alle modalità di gestione delle emergenze fitosanitarie sia nel settore della castanicoltura tradizionale che quella ad impronta specializzata, che al momento è nella forma di bozza e viene allegata alla presente relazione. Il documento viene allegato nella versione informatica e costituisce parte integrante della presente relazione
Il personale del CRA-ABP ha partecipato anche in alcune occasioni ad iniziative nel contesto degli incontri formativi territoriali organizzati dall'ATS: Piancastagnaio (SI) 22/3/2014, Castiglione d'Orcia (SI) 28/3/2014, Avellino 17/4/2014.
L'ATS ha svolto le proprie attività sia nell'asse 1 sostenendo la distribuzione dei Torymus sul territorio nazionale impiegando una elevatissima sinergia con UU.OO. DISAFA e gli enti territoriali regionali (in primo luogo gli SFR), sia nell'asse 2, dove sono stati svolti incontri territoriali formativi, nonché ha collaborato alla predisposizione del manuale sulla gestione delle emergenze fitosanitarie e alla raccolta dei dati sulla predita di produzione.
In particolare a riguardo dell'asse 1 l'ATS ha operato per la distribuzione di oltre 1000 lanci di Torymus su scala nazionale, facendo fronte all'eccezionale surplus di esemplari prodotti nel contesto del progetto, gestendo una quantità praticamente doppia di lanci rispetto a quanto preventivato e facendo fronte al necessario incremento degli sforzi organizzativi ed operativi.

L'INEA ha proceduto nelle attività delle analisi economiche delle aziende castanicole, i cui risultati, ancora in fase di elaborazione, sono presentati in allegato e costituiscono parte integrante della presente relazione.
Nell'ambito del progetto "BIOINFOCAST", finanziato dal MiPAAF e coordinato dal CRA-ABP (Centro di ricerca per l'agrobiologia e la pedologia di Firenze), è stata condotta la lotta biologica al cinipide orientale del castagno mediante il rilascio, con il metodo propagativo, del parassitoide Torymus sinensis. Il parassitoide è stato allevato presso i laboratori del Dipartimento di Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari (DISAFA) dell'Università degli Studi di Torino. L'ATS Associazioni Castagno (Associazione Nazionale Città del Castagno, Centro di Studio e Documentazione sul Castagno e Castanea - Rete Europea del Castagno) ha curato l'organizzazione, il prelievo e la distribuzione degli adulti di Torymus sinensis, con consegna del materiale ai Servizi Fitosanitari delle diciassette Regioni coinvolte nel progetto. A partire dal 10 aprile al 12 maggio 2014 sono stati consegnati 1010 lanci, ciascuno composto da un'unità lancio di 121 femmine e 66 maschi, per un totale di 188.870 individui. Tali lanci, unitamente ai 500 forniti nel 2013 (unità lancio: 110 femmine e 55 maschi), hanno permesso di fornire nel biennio 2013-2014 un totale di 271.370 individui.

 

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