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Piani di Settore
 

Bando D.D. 17188 del 4 novembre 2010
G.U. n. 15 del 20/01/2011
 


VI.VA.CO

Sviluppo del vivaismo e della piattaforma varietale corilicola
Approvato con D.D. 17744 del 20/09/2011

Importo totale di € 202.020,20, contributo concesso € 200.000.00 pari al 99 % della spesa ammessa


SOGGETTO PROPONENTE

CRA FRU - Centro di Ricerca per la Frutticoltura - Roma

 

COORDINATORE DEL PROGETTO

Dr. Flavio Roberto De Salvador - CRA FRU

 

PARTNER COINVOLTI

CRA FRC Unità Ricerca Frutticultura Caserta
DISAA Dipartimento di Scienze Agrarie Alimentari e Ambientali - Università di Perugia
DAFNE Dipartimento di Scienze e Tecnologie per l'Agricoltura, le Foreste, la Natura, l'Energia - Università della Tuscia
DIBIOAM Dipartimento di Biologia Ambientale - Università La Sapienza Roma
APICE PIANTE Azienda Vivaistica
AGRICOLA FRANZESE Azienda Agricola

 

PRESENTAZIONE DEL PROGETTO

Le problematiche aperte nel comparto corilicolo nazionale sono numerose e richiedono di essere affrontate, per contrastare la crisi del settore e promuovere l'ammodernamento e la redditività della coltura.
La messa a punto di tecniche razionali di propagazione rappresenta un aspetto della corilicoltura troppo spesso tenuto in scarsa considerazione da agricoltori e vivaisti.
L'uso diffuso di polloni radicati, prelevati direttamente dagli impianti esistenti, può condizionare negativamente l'esito dei nuovi corileti, per l'assenza di garanzie sanitarie e l'incertezza sui caratteri agronomici.
Attualmente la coltivazione del nocciolo è basata principalmente sull'impiego di accessioni derivanti da popolazioni spontanee la cui selezione è avvenuta nel passato. Solo negli ultimi decenni sono stati avviati alcuni programmi di miglioramento genetico, che hanno dato luogo alla costituzione di nuove cultivar, interessanti per caratteristiche tecnologiche della nucula ed alcune, anche idonee per il mercato da consumo diretto (nocciole in guscio).
In Italia la piattaforma varietale è estremamente ristretta e ciò comporta notevoli rischi di vulnerabilità della coltura nei confronti delle avversità biotiche ed abiotiche, da ciò  la necessità di ampliare  la piattaforma corilicola nazionale.
Nel nocciolo, più che in altre specie frutticole, è necessario promuovere l'innovazione presso i produttori, in quanto da sempre la coltura è considerata una specie forestale, che richiede poche cure colturali. Questo atteggiamento poco razionale diventa sempre più insostenibile in una globalizzazione dei mercati, che comporta una concorrenza sempre più stringente dal punto di vista dei costi di produzione e del prezzo del prodotto.
E' necessario quindi attuare una costante attività di informazione riguardo le scelte varietali e le migliori tecniche colturali, anche con la creazione di campi dimostrativi.

Il Progetto è articolato in tre Azioni (A, B, C), ciascuna suddivisa in Work Packages (WP)

A)  Sviluppo di un moderno vivaismo (WP1, WP2, WP3, WP4)
La propagazione per talea delle principali  cultivar di nocciolo, confrontando  diverse epoche di prelievo del materiale dalla pianta madre e sostanze per l'induzione della radicazione non ha fornito buoni risultati, sono in corso ulteriori sperimentazioni, ma tale tecnica non sembra idonea ad una propagazione di massa.
La propagazione in vitro ha fornito invece  buoni risultati con l'ottenimento di piante radicate ed ambientate. E' in corso il miglioramento dei protocolli per rendere la moltiplicazione più rapida ed efficiente,  adattarla a più cultivar commerciali e consentirne l'utilizzazione da parte di vivaisti.
Come nelle cultivar, anche la propagazione  per talea (legnosa, semilegnosa, erbacea) di Corylus colurna finalizzato all'uso  come portinnesto non ha fornito risultati accettabili.
Ha fornito buoni  riscontri  la propagazione  per seme, di semenzali di C.colurna,  con la tecnica consistente in stratificazione con sabbia umida per tre mesi a temperature di  0° + 2° C e successiva semina in "paper pot" con torba di cocco a febbraio con livelli di germinabilità tra l'80-85%.
In vitro sono stati messi a punto i substrati per l'allestimento e la moltiplicazione in vitro di Corylus colurna,  proseguendo anche  le prove di radicazione e ambientamento su vari substrati per ottimizzare tale fase.
L'utilizzo di plantule già radicate di C. colurna per effettuare il microinnesto ha permesso di migliorare la capacità di attecchimento ed ottenere elevate percentuali di piantine bimembri.
Allo stesso tempo si sono migliorate le tecniche per ottenere piante ambientate con uno sviluppo maggiore, in un tempo più breve rispetto al protocollo di radicazione precedentemente applicato.
Relativamente alla predisposizione di piante bimembri C.colurna/cultivar, mediante innesto tradizionale,  i risultati ottenuti indicano che, pur potendo eseguire con successo innesti fin dal mese di dicembre, il periodo migliore  per ottenere buone percentuali di attecchimento è febbraio - marzo, raccogliendo le marze direttamente in campo dalla pianta madre.
L'impiego di materiale  frigo-conservate permette di ampliare i  periodi di esecuzione degli innesti, ma con risultati spesso insoddisfacenti.
La tecnica di forzatura del punto d'innesto "hot callusing", migliora l'esito dell'innesto se eseguito in periodo non ottimali, favorendo uno miglior sviluppo iniziale della pianta.
In campo sono state controllate dal punto di vista fitosanitario cultivar italiane ed estere  e selezioni di nocciolo da utilizzare come fonte di materiale  per la produzione di piante sane e di origine certa, per nuovi impianti.

B)  Individuazione e valutazione di cultivar e/o selezioni di nocciole migliorative dal punto di vista agronomico e produttivo (WP5).
Nell'ambito del Progetto sono state individuate e selezionate accessioni interessanti per la corilicoltura nazionale.
Il Centro di ricerca per la frutticoltura dispone di nuove cultivar provenienti dagli Stati Uniti (Clark e Lewis) e alcune selezioni clonali di Tonda Gentile Romana.
L'Unità di ricerca di Caserta ha selezionato degli incroci  di Tonda Giffoni e Camponica. 
Il Dipartimento di Scienze Agrarie Alimentari e Ambientali di Perugia ha completata la valutazione di 5 selezioni che  sono state ritenute valide e meritevoli di diffusione. E' stata quindi richiesta  l'iscrizione al Registro Nazionale varietà di nocciolo - Lista A, della cultivar , denominata Tonda Francescana; al Registro Nazionale varietà di nocciolo - Lista B., è stata richiesta l'iscrizione  di n. 4 varietà, denominate Volumnia I, Volumnia II, Volumnia III e Volumnia IV. 

C)  Costituzione di campi dimostrativi (WP6)
Questa attività è realizzata da tutte le Unità Operative partecipanti, in collaborazione con Enti di Sviluppo Regionali e Associazioni dei Produttori.
I  campi riguardanti  la valutazione agronomica dei portinnesti non polloniferi sono localizzati  in diverse aree del centro-sud:
"Località  Stallone"  a Capranica (VT), Azienda Sperimentale dell' Università di Perugia  Deruta (PG), Azienda Sperimentale  CRA-FRU Fiorano (Roma), Azienda Agricola Franzese Biagio, Nola (NA).
I campi inerenti valutazione varietale e gestione colturale sono presenti in località  "Le Cese,  Caprarola (VT), Azienda Sperimentale CRA-FRU Fiorano (Roma).
Nuovi campi sono in fase di allestimento.

 

OBIETTIVI E RISULTATI

Messa a punto e applicazione di tecniche di propagazione convenzionale e non, per la produzione  di piante di nocciolo di accertata identità varietale, controllate dal punto di vista sanitario.
Introduzione, selezione, propagazione, innesto di portinnesti non polloniferi.
Ampliamento della piattaforma varietale con cultivar e selezioni di nocciolo di varia provenienza, disponibili presso le diverse Istituzioni di ricerca, enotipizzazione molecolare con marker funzionali del materiale selezionato e valutazione dal punto dell'efficienza agronomica, produttiva, qualitativa e di minore suscettibilità alle avversità.
Costituzione di campi dimostrativi per la valutazione delle migliori accessioni in funzione delle condizioni pedoclimatiche delle aree tipiche di coltivazioni con le più moderne tecniche colturali.

 

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