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Piani di Settore
 

Bando D.D. 17188 del 4 novembre 2010
G.U. n. 15 del 20/01/2011


CORINNOVA

Innovazione dei processi di produzione, miglioramento qualitativo e valorizzazione della corilicoltura piemontese
Approvato con D.D. 17305 del 14/09/2011

Importo totale di € 330.000,00, contributo concesso € 260.000.00 pari al 80 % della spesa ammessa


SOGGETTO PROPONENTE

Piemonte Asprocor s.c.c.a.p.a. - società consortile cooperativa agricola per azioni

 

COORDINATORE DEL PROGETTO

Dr. Lodovico Cogno - Piemonte Asprocor

 

PARTNER COINVOLTI

Ascopiemonte - Organizzazione Produttori Frutta a guscio Società cooperativa
CReSO - Consorzio di Ricerca Sperimentazione e Divulgazione per l'Ortofrutticoltura Piemontese
DISAFA - Dipartimento di Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari - Università di Torino

 

PRESENTAZIONE DEL PROGETTO

Il progetto intende affrontare alcune delle criticità della filiera corilicola intervenendo su alcuni punti-chiave dell'itinerario qualità, dalla produzione alla promozione. Innanzitutto si rende necessario fornire al settore materiale vivaistico selezionato per stabilizzare la produttività e la qualità dei noccioleti. Vanno inoltre definite tecniche adeguate e moderne per meccanizzare la potatura e gestire le biomasse in condizioni orograficamente complesse. Infine, si ritiene importante non trascurare la fase post-raccolta mediante azioni volte a favorire il mantenimento delle pregiate caratteristiche della nocciola piemontese.

 

OBIETTIVI E RISULTATI ATTESI

Nonostante la nocciola piemontese rappresenti una delle eccellenze del territorio e che la filiera sia ben organizzata con OP che catalizzano le produzioni per destinarle all'industria alimentare, esistono alcune criticità rappresentate sia dalle variazioni quantitative e qualitative della produzione da un anno all'altro, sia dalle difficoltà di contenere le avversità in un ambiente fragile come quello collinare.
Per affrontare tali criticità si è deciso di avviare un progetto che intervenisse su alcuni punti-chiave dell'itinerario qualità, dalla produzione alla conservazione. Il Progetto è stato suddiviso in 3 azioni: Task 1 - prevede la produzione di materiale vivaistico clonale di Tonda Gentile Trilobata (TGT) attraverso tecniche di micropropagazione che rispondano alla necessità dei corilicoltori piemontesi di impiantare materiale selezionato ed uniforme. Task 2 - intende definire tecniche di potatura meccanica che, riducendo costi e tempi della manodopera, siano efficienti nelle condizioni orografiche declivi dei terreni di coltivazione. Inoltre prevede la gestione innovativa delle biomasse, derivanti dai residui di potatura, attraverso l'applicazione di tipologie diverse di imballaggio per il conferimento alle centrali. Task 3 - prevede la messa a punto di un efficiente protocollo di frigo-conservazione (cella refrigerata, atmosfera controllata e magazzino) per il mantenimento di standard qualitativi elevati della nocciola fino all'immissione sul mercato.

 

STATO AVANZAMENTO/RISULTATI RAGGIUNTI

Task 1 - Ottenimento di materiale uniforme per l'impianto attraverso la micropropagazione di cloni migliorati di TGT
A marzo 2012 il DISAFA ha inviato alla Vitroplant Italia S.r.l.-Cesena, materiale vegetale di quattro cloni (AD 17, MT4, MT5, PD6) di TGT per la propagazione in vitro. A causa di rallentamenti di processo, imputabili alla difficoltà di ottenere germogli sterili durante l'iter di micropropagazione, la consegna del materiale prevista per febbraio 2014 è slittata all'autunno 2014. In questo periodo verranno consegnati i cloni AD17, MT5 e MT4 ambientati in vaso (7*7). Per il clone PD6 l'adattamento alle condizioni in vitro è risultato difficoltoso e pertanto non è stato ancora possibile ottenere piante delle dimensioni ottenute per gli altri cloni.
Il DISAFA ha allestito delle prove di micropropagazione presso i propri laboratori al fine di definire un protocollo efficiente di moltiplicazione in vitro del nocciolo. Sono stati saggiati diversi substrati di coltura (DKW modificato con diverse concentrazioni di BAP e nitrato d'argento) su espianti di cultivar TGT provenienti da talee di nocciolo eseguite l'anno precedente.
Dalle osservazioni compiute è emerso che i mezzi contenenti nitrato d'argento hanno portato all'ottenimento di alte percentuali di espianti che presentavano apertura della gemma (76-88%) pochi giorni dopo la messa in vitro, tanto che dopo 15 gg oltre il 30% degli espianti era germogliato. Al contrario i mezzi con solo BAP mostravano una bassa percentuale di germogliamento (15-29%) ma il maggior accrescimento dei germogli e numero di gemme ascellari per espianto. I germogli inseriti nei mezzi con nitrato d'argento presentavano foglie con diametro maggiore e colorazione più chiara rispetto ai mezzi privi di nitrato d'argento. Tuttavia, l'eccessiva espansione fogliare risulta essere negativa ai fini dello sviluppo successivo del germoglio comportando squilibri nella crescita dell'espianto a causa dell'eccessivo peso del lembo fogliare.
Prove di taleaggio sono state condotte al fine di ottimizzare una tecnica alternativa ai tradizionali metodi di propagazione. Sono stati valutati: a) in 'Tonda Gentile Trilobata' l'impiego di diversi substrati di radicazione (vermiculite/perlite e perlite/terriccio su bancale; vermiculite/perlite e vermiculite/perlite/ terriccio in alveoli); b) in 'Tonda Gentile Trilobata' l'applicazione di due inibitori dell'etilene, 1-MCP (1-Metilciclopropene) e AgNO3 (nitrato d'argento) in combinazione con IBA 1000 mgL-1; c) l'effetto di tre concentrazioni di IBA sulla radicazione e sul mantenimento della gemma vitale su talee provenienti da chioma delle cultivar 'Tonda Romana', 'Daria' e 'Tonda Gentile Trilobata' (1000 and 2000 mgL-1) e da ceppaia di 'Tonda di Giffoni', 'Pauetet' e 'Tonda Gentile Trilobata' (500 and 1000 mgL-1); d) l'effetto del tipo di materiale vegetale (chioma o ceppaia) in 'Tonda Gentile Trilobata' per ottenere la miglior radicazione.

I risultati hanno mostrato che i trattamenti con IBA 500 mgL-1 e IBA 1000 mgL-1, abbinati al substrato composto da vermiculite, perlite e terriccio, hanno promosso un'alta percentuale di radicazione e che l'impiego dei contenitori alveolari ha favorito un buon drenaggio permettendo un abbassamento dei costi di gestione. L'impiego di IBA 500 mgL-1 in talee di 'Pauetet' e 'Tonda di Giffoni' ha favorito la radicazione. Tuttavia, non si è osservato un effetto legato al tipo di materiale utilizzato.
I risultati mostrano che l'uso di un substrato leggero e ben areato, come quello composto da perlite e vermiculite, incrementa la radicazione; il substrato composto da terriccio, vermiculite e perlite abbinato all'utilizzo di contenitori alveolari può essere considerato una valida soluzione in quanto efficiente ed economico ed interessante per un impiego su scala commerciale.
Task 2 - Potatura meccanica in condizioni orograficamente complesse e gestione delle biomasse derivanti dai residui di potatura
E'stato scelto un corileto di 30 anni di Tonda Gentile Trilobata sottoposto a potatura meccanica. Le valutazioni sono state effettuate suddividendo in due tesi: POTATO e NON POTATO (controllo) (figura 1 e 2). A seguito dell'intervento di potatura (topping + hedging) sono stati effettuati rilievi riguardanti lo sviluppo vegetativo delle piante, la produttività e la qualità dei frutti (triennio 2012-2014). I rilievi sulla produttività evidenziano che le tesi potate hanno un progressivo recupero produttivo anche se a tre anni dall'intervento di potatura (2012) la produzione media delle tesi potate (4,76 kg/pianta) è ancora inferiore a quella delle tesi non potate (5,82 kg/pianta). Contestualmente sono state avviate prove di gestione dei residui di potatura con l'impiego di macchine trituratrici, tritura-raccoglitrici e imballatrici valutando efficienza di lavoro e quantità di residui presente a terra dopo le operazioni di imballaggio. Buoni risultati in termini di tempo d'opera e di materiale ottenuto si sono avuti con la tritura raccoglitrice (COBRA 1600- figure 3 e 4) con produzione di cippato di 4-5 cm di lunghezza operando su residui di dimensioni non superiori ai 10-12 cm di diametro.
Task 3 - Tecniche di conservazione post-raccolta che garantiscano il mantenimento di standard qualitativi elevati
Il protocollo di prova prevedeva lo studio del comportamento delle nocciole sottoposte e 3 tipi differenti di conservazione: cella a 4° C e 55% UR in assenza o presenza di atmosfera controllata (1% ossigeno, 99% azoto) con nocciole sgusciate, e magazzino utilizzando nocciole in guscio. Per alcune valutazioni le nocciole sono state sottoposte a tostatura. Le nocciole sono state analizzate alla raccolta e dopo 4, 8 e 12 mesi dalla messa in conservazione per alcune caratteristiche chimiche e compositive, di struttura e sensoriali. In tutti i campioni crudi si è manifestato un significativo aumento dell'umidità % nel tempo in particolare nelle nocciole conservate in magazzino. Per il colore in tutti i campioni si sono registrate variazioni più o meno significative delle coordinate CIE L*a*b, ma è solo al 12° mese che le differenze fra le tre tipologie di conservazione risultano più evidenti. In riferimento alla superficie esterna delle nocciole i parametri b* e h* distinguono il campione conservato in atmosfera controllata dagli altri. Differenze maggiori siriscontrano nei dati misurati sulle superfici interne. In questo caso tutti i parametri distinguono le nocciole conservate in magazzino dalle altre. Le nocciole conservate in magazzino, generalmente più umide, hanno manifestato una diminuzione dei parametri forza di rottura (N) e modulo di Young (N/mm). L'andamento rispetto a questi due indici è contrario nelle nocciole refrigerate e in atmosfera controllata. L'energia di rottura (mJ) non indica variazioni di rilievo. I parametri acustici sembrano meno determinanti ai fini di una caratterizzazione delle tecniche di conservazione. Eliminando con la tostatura l'influenza della diversa % di umidità dei campioni, le differenze fra le tecniche di conservazione non risultano significative all'analisi della struttura. In tutti i campioni, al 12° mese di conservazione, aumenta la forza di rottura (N) e diminuiscono modulo di Young e energia di rottura.
Il gruppo di assaggio addestrato ha effettuato gli assaggi delle nocciole tostate utilizzando una scheda descrittiva ed un duo-trio test (Magazzino vs Refrigerate; Magazzino vs Atmosfera controllata; Refrigerate vs Atmosfera controllata). Sia il giudizio complessivo sia la valutazione dell'aspetto, dell'olfatto, del sapore e dell'aroma risultano diminuiti rispetto al campione alla raccolta, ma non sono evidenti differenze statisticamente significative (Kruskal-Wallis) fra le tecniche di conservazione. Solo il parametro durezza evidenzia al 12° mese di conservazione differenze statisticamente significative, con il campione conservato in atmosfera controllata sostanzialmente stabile rispetto a inizio prova. Le analisi oggettive condotte strumentalmente sul colore e sulla struttura delle nocciole tostate trovano per lo più riscontro nel giudizio degli assaggiatori in grado di distinguere i campioni già a partire dal 4° mese di conservazione.
Per quanto riguarda le analisi condotte sull'olio ottenuto da spremiture a freddo dei semi crudi di tutti i parametri misurati è possibile tracciare il medesimo andamento nel tempo per le tre tecniche di conservazione. A partire dall'8° mese le differenze risultano statisticamente significative. Al 12° mese tutti i parametri crescono, in valore assoluto, rispetto al punto iniziale.
La composizione in acidi grassi legati evidenzia differenze statisticamente significative a partire dall'8° mese di conservazione. Al termine della prova tutti i campioni vedono aumentare la frazione degli acidi grassi saturi e diminuire quella degli insaturi, anche se in modo modesto. I campioni conservati in magazzino si distinguono da quelli refrigerati in assenza o presenza di atmosfera modificata.
I parametri acidità e numero di perossidi hanno evidenziato differenze significative fra i campioni solo al 12° mese di conservazione. In nessun caso questi superano valori limite di riferimento. Il contenuto in polifenoli totali mostra differenze altamente significative all'8° mese di conservazione, non confermate al 12° mese, quando i valori risultano molto vicini a quelli dei campioni di partenza. La capacità antiossidante mostra un comportamento simile a quello del contenuto totale di polifenoli.
Nessuno dei parametri studiati risulta sufficientemente efficace nel discriminare le tecniche di conservazione e nell'individuare in modo univoco la migliore. La conservazione in magazzino delle nocciole in guscio, in condizioni ambientali scarsamente controllate, porta a risultati solo in parte distinguibili da quelli della refrigerazione e della conservazione in condizioni di atmosfera controllata. Le differenze non sono tali da giustificare l'abbandono di questa tecnica di conservazione molto diffusa fra gli operatori del settore corilicolo.

 

CONTATTI

Dr. Lodovico Cogno - Asprocor
Dr. Gianluca Griseri
- Ascopiemonte
Dr.ssa Maria Corte - CReSO
Prof. Roberto Botta - DISAFA, Università di Torino